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Una interessante recensione

Grandes Orgues Ruffatti de la Cathédrale d’Uppsala, di Domenico Severin

La Pagina dell’Organo www.lapaginadellorgano.it riporta una recensione di Federico Borsari sul recente CD di Domenico Severin sull’organo Fratelli Ruffatti della Cattedrale di Uppsala. Vale la pena di menzionarne alcuni passaggi:

…Domenico Severin in questo bel disco, con un repertorio a dir poco “travolgente”, fa “cantare” tutte le voci di questo maestoso (ed anche molto bello a vedersi) organo, di cui possiamo apprezzare tutte le sfumature e tutte le particolarità fonico-timbriche e che fin dalle prime note si dimostra un degno figlio di quella prestigiosa casa organaria italiana (ma, ormai da tempo, è famosissima anche a livello internazionale) che è la Fratelli Ruffatti.

…Lo strumento scelto da Severin per quest’incisione è… il prestigioso ed abbastanza recente Ruffatti della Cattedrale di Uppsala. Quest’organo segue e ricalca la filosofia costruttiva che i Fratelli Ruffatti hanno adottato da qualche decina d’anni a questa parte e che ha portato la nostra prestigiosa ditta organaria a sfornare veri e propri capolavori soprattutto all’estero e, specificatamente, negli Stati Uniti, dove è apprezzatissima. Il risultato di questa filosofia fonico-timbrica (che va di pari passo ad una perizia costruttiva di altissimo livello) ci propone strumenti ricchi di registri di ogni tipo, che permettono agli interpreti di esprimere al meglio le loro potenzialità ed un repertorio che -nella prospettiva di una tipologia di organo post-eclettico- spazia davvero dai grandi classici ai compositori contemporanei. Molti “puristi” dell’organo non condividono questo tipo di produzione; noi, pur rimanendo dell’idea che una Toccata di Frescobaldi la preferiamo comunque eseguita su di un bell’organo classico italiano, dobbiamo anche dire che l’ascolto delle timbriche perfettamente amalgamate e di perfetta intonazione di un organo come quello di Uppsala è un vero piacere.

… La tavolozza timbrica, con fondi ben robusti, è ricca di mutazioni, registri coloristici di ogni tipo, ripieni chiari e ben caratterizzati ed ancie ben squillanti e di carattere. Il “Tutti” è, ovviamente, maestosamente grandioso e di splendido effetto.
L’interpretazione di Domenico Severin è – come sempre – molto accurata e straordinariamente precisa, attentissima alle sfumature e sempre ben rispettosa del carattere dei brani.

…In conclusione, un disco che abbiamo gradito molto, che ci ha a tratti anche entusiasmato e che riteniamo molto interessante per tutti sia per il calibro dell’interprete, la bellezza dello strumento e la varietà e gradevolezza del repertorio. Se avete amici e/o conoscenti amanti della buona musica questo disco sarà per loro un’ottima strenna natalizia (ma, mi raccomando, una copia tenetevela per voi!).

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